TRINCEA SENNA blog

La vera arte è dove nessuno se lo aspetta, dove nessuno ci pensa né pronuncia il suo nome. L'arte è soprattutto visione e la visione, molte volte, non ha nulla in comune con l'intelligenza né con la logica delle idee Jean Dubuffet
sabato, 24 ottobre 2009

I particolari

 Molte volte mi accorgo di essere un tipo davvero sveglio, guardo il pavimento della camera, lo distinguo da quello della sala, mi ci fiondo sopra e comincio a controllare le mattonelle. Questo è per me un grande divertimento, e di divertimenti al mondo ce ne sono davvero tanti, qualche volta preso da un malore mi muovo come un gatto per rifugiarmi a letto e non farmi vedere da nessuno, mi sento libero...dico se nessuno mi vede...

Forse vorrei nascere un altra volta per sperimentare divertimenti sempre più grandi, sarei stato un buon ventriloquo o meglio ancora un tenero pagliaccio...chissà quanti angeli ci sono nascosti tra le nuvole...

per il momento tutte le volte che viene notte mi capita di fumarmi una sigaretta proprio al tramonto, le sigarette sono molto buone...sono ottimista...fumo la sigaretta sul tramonto e mi sembra di essere una divinità, qualcosa di nascente che perlustra l'aria, le cose rarefatte che si muovono nel silenzio...

Astral Body Ghost AOS

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categorie: briciole di vita, jazz, il circo, 2009, francesco menozzi, bloody money
domenica, 11 ottobre 2009

NOVITA'

www.gisy.it Sul sito è presente una cosa che ho scritto. Parla della bellezza e degli elettroshock, ma di Cerletti e di Dubuffet e poi parla delle idee. 





Famiglia Rivi
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categorie: pioggia, freud, francesco menozzi, gisy
mercoledì, 07 ottobre 2009

Blood Money

Ci sono quelli che se ne vanno a zonzo e capitolano sempre nei soliti posti, non sono gente sfortunata ma sfortunatissima. 

tree
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categorie: tom waits, autunno, senza speranza, autunnali, francesco menozzi, ramoscelli, blood money
sabato, 26 settembre 2009

Momenti sballati

Sto leggendo un libro sensazionale che quando lo dico mi riempo di grande orgoglio nel ritenerlo davvero sensazionale. Si intitola "Vite brevi di Idioti" ed è di Ermanno Cavazzoni, che penso sia proprio uno scrittore sensazionale che ti acchiappa in un infinito fantastico di meraviglie e poveri santi. e poi ascolto bloody money mentre bevo coca cola, poi alzo le tapparelle e fumo delle sigarette dentro un posacenere con disegnata una pin-up molto carina; ci spengo la cicca proprio nel mezzo della gonnellina, poi abbasso la tapparella e guardo la dimensione della tavola rotonda. E' molto difficile decifrare effettivamente la dimensione, l'occupazione, che comporta una tavola rotonda. Poi ci sono i gatti che girano sotto il quartiere e sono tutti dei canaglia ma mi piacciono lo stesso. I piccioni, questa comunità di piccioni che abita vicino casa mia hanno costruito un sistema di comunicazione particolare, che io osservo sopratutto la mattina appena sveglio; utilizzano un sistema numerico di 2 e 3 poi 1. Non si trovano file di piccioni composte da quattro o più piccioni insieme, quando sono sopra il filo della luce sono sempre disposti massimo in tre insieme spezzando le altre coppie da uno spazio di cinque o sei passi da trapezzista, oppure due, oppure ce n'è uno da solo.

panino
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categorie: tom waits, piccioni, Bloody money, Ermanno Cavazzoni, ermanno cavazzoni, bloody money
venerdì, 14 agosto 2009

Romeo

Volontà a bizzeffe e cineprese, bile acqua tonica e jin tonic precisione, scrittura fuoco mandate accuse ingiustizia veleno cinepresa Soldi come parole consumate vigilia di natale e tacchino agli americani al giorno del ringraziamento... parole di stelle, setole di stelle lanciate sopra il mio cuore di pancia e notte... io mangio tanto e digrigno la carne della fatica sotto denti stretti e storti avanti e felicità raggiungere un compagno seduto che ti chiede "hai ucciso il capo?"
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categorie: poesia, donne, alcolismo, ubriacatura, rottame
giovedì, 16 luglio 2009

Le storie di certi uomini

Ci sono gli uomini che vivono sempre, alcuni muoiono ma c'è subito un altro pronto a prenderne la stessa identica posizione...e gli uomini mi interessano molto come specie, è qualcosa di davvero interessante...e poi ci sono le storie degli uomini che sono qualcosa di sensazionale; ne trovi uno che te la sa raccontare e puoi passarci tante ore assieme, tanti momenti e se sei un po come lui, arriverai a condividerci qualcosa...e condividere è bellissimo, è come sognare e sospendere certi meccanismi legati al tempo che quando ce ne rendiamo conto ci opprimono. Queste storie sono più belle di certi quadri e di certe musiche, ma sono dure da raccontare, sono dure da riscrivere perchè tutte le volte che si prova a dire qualcosa di integro, si fa fatica, o si corre il rischio di finire nel patetico, nel luogo comune. Eppure qualcosa di più profondo che sta nelle storie degli uomini mi fa pensare che questo meraviglioso teatrino è la sola conseguenza di qualche legge naturale, che sovrasta racconti, parole, pensieri, grandi genialità prodotte dalla scatola celeste dello spirito... Questa legge naturale sta esattamente poco sopra i capelli, si muove con leggerezza come fosse l'aria, l'ossigeno ed è di tutti...
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categorie: racconti, uomini, ritratti, vivere, storie di uomini
giovedì, 16 luglio 2009

I giusti - Jorge Luis Borges

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Un ringraziamento particolare a Matteo che mi ha detto di questa poesia.

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categorie: poesia, , canti, jorge luis borges, musicante, matteo colombini, di nobile spada, e cappa ridente
mercoledì, 01 luglio 2009

Qualcuno è tormentato dalle sirene

Mi piacerebbe parlare meglio di un discorso che avevo già affrontato, ma non farò assolutamente niente...me ne starò qui a fissare il balconcino e a fumare del tabacco, tovaglie, tante tovaglie...appese, lustre, dentro le case, accasciate, vicino i prati e sopra le macchine. Non dirò proprio una bella nernia di nulla. Il riposo certe volte, è come sentirsi delle divinità o per chi ha meno fiducia nell'altura di certe specie...è come sguazzarci dentro.
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lunedì, 29 giugno 2009

Emanazione

L'emanazione è tutto negli uomini. Poche parole, un movimento attento, sguardo disperso nel vuoto o nell'assoluto; dio ti ha dato tanto ma tu lo sei divenuto con maestria e non hai gustato niente di ciò che eri, non hai assaporato la sabbia degli uomini che hanno posato pietre su pietre per ringraziarti del tuo impero. Ed è questo che ti consente di emanare, di continuare a farlo : la distanza.

L'emanazione è tutto negli uomini, non è nell'arte, non è nella giostra rigorosa a cui il corpo si sottopone.

E' nei sentimenti che portano dentro, che ti trasmettono con un sorriso nascosto e viscerale; il lavoro con il quale ti dicono "io so fare questo" e non si fermano a mostrartelo, ma anche tu riconosci in questo la loro vita.

a lui la potenza della danza


http://www.youtube.com/watch?v=s7MmEMrCRfc
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categorie: michael jackson
lunedì, 15 giugno 2009

Figli come

Senza titolo-1 copia

Ti sei fatto più grande, una strada asfaltata e hai fatto delle letture interessanti che ti hanno reso un decente pezzo di carne umana...I giornali li sfogli una volta sola e ti ricordi abbastanza bene le notizie, le dici ai tuoi amici facendo finta d'aver letto tutte le cose che ci sono scritte sopra...e alcune foto le imiti prendendo posizioni plastiche sopra l'obiettivo dell'occhio umano amichevole, amicale che ti sta fissando.

hai faticato proprio molto per ottenere quel tuo posto di lavoro, hai una giornata impegnativa e i ratti non intendi ucciderli perchè li credi portatori di una certa spiritualità divina...non puzzi, nessuno puzza intorno a te, perchè adori il buon vino, ma ne mandi giù solo due calici perchè rischi di ubriacarti, e non vuoi apparire un po malmenato e un po dismesso.

Poi una volta ti ricordi di quando prendevi le botte da piccolino, le torte in faccia erano vere e proprie pizze, sei davanti alla tomba di tuo nonno e lui ti ha sempre detto che un uomo non deve mai piangere, ti ha sempre tirato degli sberloni fortissimi per colpa delle tue lagne.

E il tempo perso? che meraviglia!!! quando d'estate giravi senza nessun controllo come un disperato per le vie di quartiere e sei dovuto andartene in mezzo alle fogne per conoscere qualcuno che ti dicesse "ma torna a casa tua bah!"...Bene sei sempre davanti alla tomba di tuo nonno e ti arriva all'orecchio il suono delle campane, sei in un cimitero davvero grande e hai guardato certi volti di bambini con la speranza di poter pensare che ancora loro stanno giocando serenamente come te, come chiunque altro in questo mondo. Fai due passi, ne fai altri cento e tutto cambia.

Lo scenario è differente e puoi bere quanto ti pare, sei una fetecchia a cui non importa un bel niente del divenire, il tuo lavoro è diventato sudore sotto la patta delle brache, sei tutto puzzolente, puzzoso...e la gente che ti ronza intorno la schiacci al tuo tavolino di bar come mosche Russe, adori parlare di certi tuoi pensieri che nel corso degli anni hai tenuto a bada, o hai solo cincischiato allo specchio, nel cesso, sotto l'acqua.

Ti passa un treno davanti e ci sali sorpa, hai un viso splendidamente sciupato e le occhiaie ti si notano lontano un miglio...

 

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categorie: il circo, puma, la fortuna, abbandonati, accecato, figli come
mercoledì, 10 giugno 2009

Sguardi avvenire

Seppellite il mio corpo assieme ai Griots, dategli armi per cantare alla mia anima, alla nostra...che si beva per tutta la notte, si faccia gran festa e le donne dovranno svestirsi e gli uomini in un pugno di mosche scomparire, smarrirsi inutilmente... date musica alle armi, fatemi sognare... parlate ai miei amici di Goest Street, fateli mangiare più che potete... non abbandonateli alla strada, li ucciderà. Macchine da lavoro, e disoccupati... date da bere a tutti, e offrite solamente il tabacco forgiato dagli dei... masticate cera d'api e sputate tutto sopra il mio corpaccio... fatene ciò che volete, ma lasciate cantare i Griots se ve lo chiederanno.
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categorie: poesia
lunedì, 25 maggio 2009

Il lettore di sole copertine

Quando viene caldo la gente di sera si sente un po più personalizzata, butta fuori meglio quelli che sono i propri accidenti quotidiani, si senton giustificati se urlano o suonano il clacson anche per delle cretinate. E passano le macchine più veloci, la gente è più internazionale, ci son più musi diversi lungo la via, raggiungono posti diversi, che durante l'inverno o anche solo in stagioni più fresche, non si sarebbero mai sognati di andarci in questa maniera.

Eppure, la signora che da da mangiare ai gatti notturni ha sempre la solita andatura, la sua velocità è identità in ogni mese dell'anno, in ogni giorno, anche quando nevica lei ha quell'andatura che non è rilassata ma decisa e più che silenziosa, ombrosa.

Fatto sta che il gatto maschio che segue la Camilla ci va sempre la notte a mangiare la roba della gattaia, arriva sempre lercio che anche se è bianco, a lui non gliene frega niente del suo colore e diventa nero e marrone con le pozze o le fogne, o di giorno gli vedi strisci rosso sangue lungo le zampe che ti viene da pensare che fa a botte di continuo o è un gatto a cui la gente gli vuole poco bene.

Quello è il gatto che va dietro alla Camilla, e l'altra sera mi sembrava una poesia perchè lo sentivo miagolare, ma più che miagolare cantava una canzone mentre piangeva; io avevo la febbre e nel delirio onnipotente che il caldo m'aveva schiaffato, ho tirato fuori la testa e ho cercato di vederlo, ma era nascosto ben bene dagli occhi di noi uomini.

Così la gente quando fa più caldo se ne va in posti dove di solito ci si metterebbe mai d'inverno e io, anzichè accorgermi della posizione di quel dannato gatto, mi vedo passare la gente.

valli-di-comacchio

mercoledì, 20 maggio 2009

Chi ascolta, buona la prima, eccellente la seconda...

Un dormitorio da paura! Parlavamo del sottobosco che avevamo visitato qualche ora prima, c'era odore di bruciato, c'erano la Pina e la Cincia che davano fuoco ad un roditore, o giù per lì e i loro occhi erano come girati, o come diceva Antonio, avevano molta fame. Noialtri avevamo tutti le sigarette accese in bocca e tenevamo la candela fuori dalla finestra per segnalare la nostra posizione, la Pina e la Cincia non tornavano e qualcuno di noi a notte fonda pensava che lì sotto nel sottobosco la Pina e la cincia ucciso anche il barbone Pierin, e che se lo stavano mangiando.

Il caldo ci aveva bruciato la candela, alla mattina c'erano solamente dei fumi sollevati dal ceppo bruciato, la Pina e la cincia non erano tornate, noi nel dormitorio continuavamo a parlare del roditore.

marche-de-noel-strasbourg
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lunedì, 11 maggio 2009

Sali e scendi dell'oltretomba

Crepare-fottere-ridere-crepare

sono giorni che nella testa mi sussegue questa specie di regola, o potrebbe anche essere una micro-sfinge di uomini che l'hanno vissuta su se stessi.
e così adorata e sacrificata al cielo pallido, che io ora invitato da qualche voce nascosta me la ripresento in mente.

C'era già qualcosa di simile, molto lontana da sissimile linguaggio, in qualche letteratura che riguardava l'autobiografico. Fondamentalmente il disastro è proprio questo : oggi la storia è CREPARE-FOTTERE-RIDERE-CREPARE. E se mi dovessi sbagliare ndate a prender di memoria Rousseau, Alfieri e poi ancora certa narrativa contemporanea, e altri convincimenti autoriali su questo campo dell' AUTOBIOGRAFICO.

Non piace più il personale, o meglio la letteratura vive di credenze molto simili a quelle pagane, ridarole, che vengono dal "dissimulare" un identità specifica e REALE, per riconsegnarla all'ignoto, dove l'arte vera è raggiungibile dai sensi e non dalla pura comprensione.

Vivere in un mondo di tartarughe dev'essere avvilente o quantomeno lacerante, e oggi i più pezzi grossi son carpaci nel di dentro.

Così oggi si torna indietro e la gente anzichè interessarsi al fantasmagorico, all'ineccepibile, a qualcosa di profondamente lontano dal senso, seppur indicibile dell'esistenza...ci si butta contro sbagliando, forse perchè Batchin già nel suo ridar nome alla gogliardia faceva riferimento a questa commedia "TRAGI-COMICA" dell'età moderna.

E io che odio consigliar letture o far finta d'esser un lettore consigliatore, voglio consigliare un libro che mi sembra bello ma che molti ancora hanno letto in chissà quale maniera -

ITALO CALVINO - PALOMAR  - Oscar Mondadori - 7,40 euro

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martedì, 05 maggio 2009

Liberate la nave!

Potrebbe darsi che in certi momenti un idea diventa realmente un oggetto, una specie, un fatto che noi osserviamo come increduli del potere delle nostre meningi affaticate. Altre volte costruiamo meravigliosi pensieri che in un soffio di vento chiamato sonno diventano piccoli pezzi di memoria, di sabbia che sfugge e non ritorna.

Io camminavo sopra la sabbia rovente, ed erano le sette di sera, e c'era il sole ancora alto e non c'era nessuno nell'arco di chilometri...i miei pensieri giravano nella testa velocissimi, saliva il vento di scirocco e quel cielo azzurro chiaro, quasi trasparente, in un tiro di schioppo si cominciò a fare scuro, divenne blu...ecco cosa divenne.

Io in quell'attimo mi prese come un brivido lungo tutta la schiena che mi fece portare il corpo in avanti, e mi venne da piangere e da mordere la sabbia con i denti...aria, corpo, sole, terra, serpi, rocce...Io guardavo sempre diritto lontano e così d'improvviso sbucava una nave.

E' incredibile come certe volte noi si riesca ad avere un dialogo con le cose, e non con le persone, e non con gli animali...con le cose. E quella nave mi parlava e raccontava storie di gente felice e di gente triste, di fedeli uomini e di schiavi della rete; potevo sentire l'eco delle onde che alzava da lontano, e mi sembrava giusto dover cogliere il segreto ed il profumo della sua terribile anima...faceva un suono mentre io abbassavo la testa; alzavo la mano e me ne tornavo a casa senza un briciolo di forza nelle vene.

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categorie: le cose, spirito, parlare, dialogare, giusto, divinità, bagatte, forza nel sangue
mercoledì, 29 aprile 2009

TU

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categorie: rino gaetano
lunedì, 27 aprile 2009

Una coscienza sporca

Stamattina sono andato a prendere delle medicine per mia madre, duecento metri la farmacia. Nonostante questo decido di prendere la macchina che tanto si fa prima, pensavo, che tanto a girare a piedi incontro sempre quella vecchia rincoglionita che mi chiede come stanno i miei, e se io vado ancora a scuola (media), e se ho ancora quel cane che mi è morto cinque anni fa.

In farmacia nessuno, è un miracolo penso, di solito qui ci son sempre quelli che ritirata la pensione si fanno shopping di chincaglierie pasticcose, chiedendo disperatamente misurazione della pressione e controllo lingua alla solita farmacista classica che è sempre così tranquilla, anche con duecento persone in fila, e se ne fotte di chi come me al massimo ci vorrebbe stare due secondi in posti del genere.

Prendo le medicine, torno indietro molto veloce, incontro una pattuglia dei carabinieri che non c'ho guardato bene ad avere le cinture slacciate, loro si. Mi fermano con clacson facendo inversione di marcia che sembra la scena finale di un film, io intanto parcheggio la macchina sotto casa molto tranquillo pensando che questi qui alla mattina si bevono redubull e café. controllano i documenti, mi chiedono che lavoro faccio e perchè non uso le cinture, logicamente sono correlati i due eventi. Mi lasciano andare, dicono "stia più attento, la prossima volta facciamo verbale"

Torno a casa, mia madre "come mai c'hai messo tanto" e io "una fila della malora con quei vecchi rincoglioniti a misurarsi la pressione". 

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categorie: film, avvenimenti, zonzo, giostra, medicine, 2009, scena finale
venerdì, 24 aprile 2009

L'Osservatore di fiabe

Ho un buon ricordo di Luigi, me lo ricordo. Sopratutto quando mi dondolo sulla sedia e faccio cerchi di fumo mi viene in mente il divertimento che passavamo nel camminare per le solite vie del centro raccontandoci le fiabe; lo facevamo per tutta la notte e se era estate, di tanto in tanto scappavamo in campagna a guardarci l'alba apparire vicino ai laghetti. Era una sensazione così piacevole che qualche volta ci prendeva come un imbarazzo misto a pelle d'oca, e smettavamo di parlarci perchè dovevamo rimanere fermi e lasciare al cielo che tutto accadesse su di noi. Ci piaceva bere qualche birra e fermarci lì davanti al parco ascoltando il suono dei cavalli che stavano nelle scuderie; tra l'odore di merda e i gerani ducali ci confessavamo i segreti. e se non avevi dei segreti, in quel punto te l'inventavi o utilizzavi una stupida storia per parlare di un tuo problema che ancora non avevi risolto o che se avevi risolto, ti piaceva raccontarlo con la stessa dentatura del cavallo.

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categorie: storie, luigi, cavalli, bellezza, birra, scuderie, osservatore di fiabe
venerdì, 17 aprile 2009

Somma e divisione

Sono diventato Fraizer

e do un occhiata ai miei poderi,

sono diventato Kopper

e non ho un briciolo di pane.

Sono diventato Brodje

e mi piace mangiare

sono divenuto Benjamin

e a me mi piace cascare

Sono divenuto Mijol

ed ho perso i miei gioielli

ma non son stato Brodja

per cancellare i miei cartelli.

71 - 3 mondine operaie delle risaie 1940

 

 

 

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mercoledì, 15 aprile 2009

La tigre e lo sciacallo

Ci sono dei giorni che viene meglio respirare, anche se hai parecchio tabacco nelle vene e i polmoni scarseggiano, ti viene meglio. E la condizione primordiale dell'essere umano altro non è che dovuta da tale operazione : respiro.

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categorie: parole, parolacce, lingua, minuti, imene, sperpero
martedì, 14 aprile 2009

I lillipuziani

La gente questa mattina ha ripreso a lavorare, sono sceso per comperare le sigarette e la signora che mi conosce da luglio dell'anno scorso, appena m'ha rivisto ha subito tiratomi addosso un pacchetto diversissimo dal mio dicendomi "il solito?".

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categorie: mattino, zizzo, martedì, strategie di marketing, lillipuziani
lunedì, 13 aprile 2009

La foto di classe

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Quando era ora della foto di classe, anche se c'avevamo sette anni entravamo in crisi. E io in un anno che ricordo pienamente m'ero rotto un braccio e non volevo far la foto di classe, così il giorno prima avevo fatto di tutto per evitar di andare a scuola per fare la foto di classe, ma non c'è stato niente da fare e mia madre anzi, presa da un piccolo piglio di ira mi disse "no perchè hai la foto di classe".
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sabato, 11 aprile 2009

Mattino

mi piace quest'idea che la gente s'è fatta della vita : sei quello che hai e se non hai niente, beh ti potrai sempre rifare in un altra occasione.

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categorie: pensieri, vita, gente, umanità, per il momento, 2008, zizzania, veleno di strada
mercoledì, 08 aprile 2009

Martello a punta

Il sistema è sempre simile ai planisferi: buono per il centro, orribilmente deformante via via che ci se n’allontana. Ci si può fare un’idea delle cose solo per frammenti visti l’uno dopo l’altro, spostando ogni volta il piedistallo della macchina. Non dimenticate poi anche la buona e salutare rivoluzione permanente.

Jean Dubuffet

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Jean Dubuffet
The Exemplary Life of the Soil (Texturology LXIII)
 1958
Vie exemplaire du sol (Texturologie LXIII)
Oil on canvas
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categorie: arte, art brut, letteratura di pittori, jean dubuffet
venerdì, 03 aprile 2009

Lo stambecco e la libellula

E' molto difficile dar dei giudizi su quello che ci pare, come è moltissimo difficile far delle critiche che van tutte da una parte dicendo a libera voce "SI SI E' PROPRIO COSI'". Si è sempre nella possibilità che qualsiasi cosa diciamo venga "distratta" da un esatta frattura opposta, un opinione che mantiene esattamente le regole base del nostro giudizio però opponendosi di natura alla nostra idea - ed è esattamente perfetta quanto la nostra presa di posizione.

Eppure c'è in evidenza, una linea molto segreta che regge questo confine tra ciò che è REALMENTE COSI' e ciò che è REALMENTE COLA' - per COLA' noialtri intendiamo un po per legge di finzione, una cosa che non è proprio esatta precisa, ma che regge la comprensione nella sua forma distorta.

E nell'arte si è dei campioni nel mantenere una rigida disciplina che porta al soggettivo, all'inconcludente - sopratutto nell'amatissima critica che altro non ha fatto che portare alla luce cose inutili e indispensabili. Sopratutto dopo la nascita del CONTEMPORANEO - Barilli RENATO; da quando abbiamo realmente una suddivisione tra ciò che è indispensabile e ciò che è urgente.

Indispensabile è un trattato che ferma le guerre, un semaforo che gestisce meglio il traffico, una donna in determinati momenti - insomma tutte fattezze di natura socio-individuale, mosse dalla volontà dell'individuo che portano ad una soddisfazione, ad un fine - oppure un completamento di parte.

Mentre nell'arte l'urgenza è tutto, è quel che io dico "REALMENTE COSI'", proprio perchè un individuo che possiede la creatività non è solamente un imbroglione, ma può anche essere un uomo. Mi spiego : non esiste un giudizio, nemmeno un paragone che può metter in luce una natura creatrice mossa da uno stimolo simile a quello Eiaculatorio - questo è PICASSO, che vi credete? Ovvero il significato delle linee è veramente insondabile e potrebbe essere una fotografia di
Ghirri - Infinito, dove in un simil archetto viene rappresentato l'infinito nella sua misur parte.

La critica "mi piace" o "non mi piace" si deve occupare esclusivamente dei gusti della gente, non delle proprie considerazioni perchè trae in inganno la natura della specie, ossia  " ? "

Io ora metto il link di un sito che mi piace perchè è fatto da uno scrittore che ha delle cose da dire - Paolo Nori. Mi piace proprio questo modo "mordi e fuggi" nel legger le cose che mette qui sopra. E ho tratto la qui sotto citazione di Erofeev - scrittore del '900 molto bello e russo proprio dal suo sito

www.paolonori.it

ErOfeev

Non voglio essere utile, dico io, voglio essere urgente.

 

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categorie:
giovedì, 02 aprile 2009

La fortuna delle oche

Poi passavamo alle disgrazie e ognuno di noi ne aveva da raccontare qualcuna. Ci si sentiva come in sfida e se volevi vincere dovevi perlomeno trovarti senza un braccio.

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categorie: narrazioni, , disgrazie, la foce del po
venerdì, 27 marzo 2009

Viaggi con parole - l'ispirazione

Ripetutamente mi trovo a leggere qualcosa che mi viene dall'esterno; un cartello stradale, un insegna particolare, dei documenti, degli scontrini, dei prezzi...insomma è impossibile rimanere completamente innocui di fronte a questo purpurio di materiale...e quando ero piccolo adoravo la cositanto ambita parola "ISPIRAZIONE" che oggi io comincio a riconoscere più. Mi spiego :

per ispirazione noi si intende un oggetto, un fatto, un accadimento in grado di poter suscitare nel cervello un processo dialettico che porta alla costruzione di qualcos'altro; quel qualcos'altro costituito prende forma dal contenuto del precedente "atto" aumentando però il suo grado di relazione con gli elementi del primo. Quindi potremo pensare che non esistono "ispirazioni" infinite, tutt'altro...le ispirazioni son proprio dei fatti costituiti da una loro logica ben definita ma sopratutto concatenati tra loro, che proprio per questa definizione elevata creano relazioni molto intense con gli individui che ne entrano in contatto.

Si potrebbe pensare che si passa da uno stato rigido ad uno morbido, tutte le volte che nella nostra testa avvengono delle come illuminazioni.

Tornando al presente, oggi noi si è in perenne pantano di logiche in quanto tutto quello che noi si vede è costruito secondo una meditazione "occasionale" ben diversa da quella che io intendo per LOGICA relativa all'ispirazione. Nel fatto naturale si ha un archivio molto ampio di ispirazioni proprio perchè la logica secondo cui la natura entra in relazione con gli individui è proprio quella stessa logica che noialtri percepiamo assolutamente "incredibile", "autentica" ma sopratutto "sensazionale". Così guardare il cielo può sembrare incredibilmente leggero, perdere la distanza tra ciò che ha una definizione occasionale e ciò che per difinizione è "ASSOLUTO" crea milioni di uomini parlanti in uno spazio così ristretto e scheletrico.  

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categorie: aria, ispirazione, movimento, ossigeno, francesco menozzi
mercoledì, 25 marzo 2009

Piccole bottiglie di desideri

m'ha sempre entusiasmato la storia di un certo tizio calabrese che a un certo punto della sua vita ha mollato tutto per darsi alla pesca. Io lo vedevo che la sua decisione s'era quasi consumata nel corso degli anni, la sua barchetta che gli era stata sequestrata dalla guardia di finanza proprio lui se l'era ripresa in una conca dov'erano state depositate sotto controllo. E ogni volta che noi si girava una roccia lui guardava come spiasse da un vicolo verso strada se ci fossero
poliziotti.
 Bebert_om
postato da TrinciaSenna alle ore 08:48 | link | commenti (2)
categorie: pesca, genio, barche, calabria, controlli
venerdì, 20 marzo 2009

Il lunario delle cose tradite

A volte vorrei fare dei discorsi importanti, parlare di cose a cui tengo particolarmente nella maniera migliore, cercare di trovare un punto preciso nella descrizione dei miei pensieri che mi permette di esser compreso da tutti.
Eppure non esiste una forma, un registro, uno stile così fondato da cui trarne una conclusione spiccante, ossia uguale per tutti. Sul fatto che certi libri, certe opere abbiano un valore magistrale per noi tutti è un fatto assoldato, o così a me han sempre detto...eppure ogni volta che mi ritrovo a pensare alle cose da scrivere, io è come se mi dovessi metter a piangere prima di dirle queste cose...è come se per cause d'impedimento, io la scrittura la comincio a vedere più come un residuo dei pensieri che come un germoglio...

e allora torno indietro e comincio a registrare le motivazioni che mi portano nonostante i miei pensieri, a fare dei libri. Forse posso tornare al punto d'inizio, quando avevo neanche diciassette anni e cominciavo ad avere poesia nel corpo. Una forma così pura non posso far altro che rimpiangerla nel mio cuore, vivevo con una considerazione particolare dell'arte, è come se nelle cose che scrivevo avevo il doppio nella forza rispetto ad oggi, come se a dirle quelle parole, io le vivevo sopra di me ancor prima di tradurle in scritto, e viverle in quel modo vi posso garantire che altro non è stato per me oggi un successo interiore; e anche se il risultato era disordinato, schifoso, io era come se mi lamentavo quando gli altri non capivano che si trovavano di fronte ad uno che versava sangue sulle sue parole.

E forse quella voglia m'era nata in un momento di silenzio, forse quella forza altro non era che l'esatta equazione di un disagio che mi portavo dietro da quando avevo cinque sei anni - poche parole e molte lacrime - così ci si faceva travolgere una volta dall'amore...oggi invece che rientro nella catena ipercinetica dell'edilizia artistica posso desiderare un attimo di silenzio per ricomporre quella forza che non è mai passata, non è lontana dalla mia figura, ma si fa condizionare dalla miseria degli uomini che la invidiano.

E anche se potrò sembrare patetico, credetemi, che le persone certe cose non hanno bisogno di conoscerle attraverso le vostre parole, gli basta uno sfioro di presenza a fargli capire con chi hanno a che fare...e a me hanno sempre cercato di levarmi via di dosso un sorriso, interpretando male un segnale mio di felicità pura, di confusione ottimale per tirare buone somme


2004-09-27-1.

postato da TrinciaSenna alle ore 17:11 | link | commenti (5)
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lunedì, 16 marzo 2009

Volavo a Modena-Reggio Emilia

Ci son delle cose che possono esser solo di certe persone...queste cose hanno una conformità particolare che se provi a mettertele addosso rischi di far la figura del pagliaccio o del Buck Mulligan smutandato...

Forgiveness_2_by_FerdinandBardamu
postato da TrinciaSenna alle ore 16:05 | link | commenti
categorie: pensieri, scrivere, le cose, , poco, e male

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