
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
Un ringraziamento particolare a Matteo che mi ha detto di questa poesia.


Ti sei fatto più grande, una strada asfaltata e hai fatto delle letture interessanti che ti hanno reso un decente pezzo di carne umana...I giornali li sfogli una volta sola e ti ricordi abbastanza bene le notizie, le dici ai tuoi amici facendo finta d'aver letto tutte le cose che ci sono scritte sopra...e alcune foto le imiti prendendo posizioni plastiche sopra l'obiettivo dell'occhio umano amichevole, amicale che ti sta fissando.
hai faticato proprio molto per ottenere quel tuo posto di lavoro, hai una giornata impegnativa e i ratti non intendi ucciderli perchè li credi portatori di una certa spiritualità divina...non puzzi, nessuno puzza intorno a te, perchè adori il buon vino, ma ne mandi giù solo due calici perchè rischi di ubriacarti, e non vuoi apparire un po malmenato e un po dismesso.
Poi una volta ti ricordi di quando prendevi le botte da piccolino, le torte in faccia erano vere e proprie pizze, sei davanti alla tomba di tuo nonno e lui ti ha sempre detto che un uomo non deve mai piangere, ti ha sempre tirato degli sberloni fortissimi per colpa delle tue lagne.
E il tempo perso? che meraviglia!!! quando d'estate giravi senza nessun controllo come un disperato per le vie di quartiere e sei dovuto andartene in mezzo alle fogne per conoscere qualcuno che ti dicesse "ma torna a casa tua bah!"...Bene sei sempre davanti alla tomba di tuo nonno e ti arriva all'orecchio il suono delle campane, sei in un cimitero davvero grande e hai guardato certi volti di bambini con la speranza di poter pensare che ancora loro stanno giocando serenamente come te, come chiunque altro in questo mondo. Fai due passi, ne fai altri cento e tutto cambia.
Lo scenario è differente e puoi bere quanto ti pare, sei una fetecchia a cui non importa un bel niente del divenire, il tuo lavoro è diventato sudore sotto la patta delle brache, sei tutto puzzolente, puzzoso...e la gente che ti ronza intorno la schiacci al tuo tavolino di bar come mosche Russe, adori parlare di certi tuoi pensieri che nel corso degli anni hai tenuto a bada, o hai solo cincischiato allo specchio, nel cesso, sotto l'acqua.
Ti passa un treno davanti e ci sali sorpa, hai un viso splendidamente sciupato e le occhiaie ti si notano lontano un miglio...




Sono diventato Fraizer
e do un occhiata ai miei poderi,
sono diventato Kopper
e non ho un briciolo di pane.
Sono diventato Brodje
e mi piace mangiare
sono divenuto Benjamin
e a me mi piace cascare
Sono divenuto Mijol
ed ho perso i miei gioielli
ma non son stato Brodja
per cancellare i miei cartelli.



Jean DubuffetE' molto difficile dar dei giudizi su quello che ci pare, come è moltissimo difficile far delle critiche che van tutte da una parte dicendo a libera voce "SI SI E' PROPRIO COSI'". Si è sempre nella possibilità che qualsiasi cosa diciamo venga "distratta" da un esatta frattura opposta, un opinione che mantiene esattamente le regole base del nostro giudizio però opponendosi di natura alla nostra idea - ed è esattamente perfetta quanto la nostra presa di posizione.
Eppure c'è in evidenza, una linea molto segreta che regge questo confine tra ciò che è REALMENTE COSI' e ciò che è REALMENTE COLA' - per COLA' noialtri intendiamo un po per legge di finzione, una cosa che non è proprio esatta precisa, ma che regge la comprensione nella sua forma distorta.
E nell'arte si è dei campioni nel mantenere una rigida disciplina che porta al soggettivo, all'inconcludente - sopratutto nell'amatissima critica che altro non ha fatto che portare alla luce cose inutili e indispensabili. Sopratutto dopo la nascita del CONTEMPORANEO - Barilli RENATO; da quando abbiamo realmente una suddivisione tra ciò che è indispensabile e ciò che è urgente.
Indispensabile è un trattato che ferma le guerre, un semaforo che gestisce meglio il traffico, una donna in determinati momenti - insomma tutte fattezze di natura socio-individuale, mosse dalla volontà dell'individuo che portano ad una soddisfazione, ad un fine - oppure un completamento di parte.
Mentre nell'arte l'urgenza è tutto, è quel che io dico "REALMENTE COSI'", proprio perchè un individuo che possiede la creatività non è solamente un imbroglione, ma può anche essere un uomo. Mi spiego : non esiste un giudizio, nemmeno un paragone che può metter in luce una natura creatrice mossa da uno stimolo simile a quello Eiaculatorio - questo è PICASSO, che vi credete? Ovvero il significato delle linee è veramente insondabile e potrebbe essere una fotografia di
Ghirri - Infinito, dove in un simil archetto viene rappresentato l'infinito nella sua misur parte.
La critica "mi piace" o "non mi piace" si deve occupare esclusivamente dei gusti della gente, non delle proprie considerazioni perchè trae in inganno la natura della specie, ossia " ? "
Io ora metto il link di un sito che mi piace perchè è fatto da uno scrittore che ha delle cose da dire - Paolo Nori. Mi piace proprio questo modo "mordi e fuggi" nel legger le cose che mette qui sopra. E ho tratto la qui sotto citazione di Erofeev - scrittore del '900 molto bello e russo proprio dal suo sito
ErOfeev
Non voglio essere utile, dico io, voglio essere urgente.

Ripetutamente mi trovo a leggere qualcosa che mi viene dall'esterno; un cartello stradale, un insegna particolare, dei documenti, degli scontrini, dei prezzi...insomma è impossibile rimanere completamente innocui di fronte a questo purpurio di materiale...e quando ero piccolo adoravo la cositanto ambita parola "ISPIRAZIONE" che oggi io comincio a riconoscere più. Mi spiego :
per ispirazione noi si intende un oggetto, un fatto, un accadimento in grado di poter suscitare nel cervello un processo dialettico che porta alla costruzione di qualcos'altro; quel qualcos'altro costituito prende forma dal contenuto del precedente "atto" aumentando però il suo grado di relazione con gli elementi del primo. Quindi potremo pensare che non esistono "ispirazioni" infinite, tutt'altro...le ispirazioni son proprio dei fatti costituiti da una loro logica ben definita ma sopratutto concatenati tra loro, che proprio per questa definizione elevata creano relazioni molto intense con gli individui che ne entrano in contatto.
Si potrebbe pensare che si passa da uno stato rigido ad uno morbido, tutte le volte che nella nostra testa avvengono delle come illuminazioni.
Tornando al presente, oggi noi si è in perenne pantano di logiche in quanto tutto quello che noi si vede è costruito secondo una meditazione "occasionale" ben diversa da quella che io intendo per LOGICA relativa all'ispirazione. Nel fatto naturale si ha un archivio molto ampio di ispirazioni proprio perchè la logica secondo cui la natura entra in relazione con gli individui è proprio quella stessa logica che noialtri percepiamo assolutamente "incredibile", "autentica" ma sopratutto "sensazionale". Così guardare il cielo può sembrare incredibilmente leggero, perdere la distanza tra ciò che ha una definizione occasionale e ciò che per difinizione è "ASSOLUTO" crea milioni di uomini parlanti in uno spazio così ristretto e scheletrico.
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